Lavagnetta 2.0

Information scolaire”, lo scatto risalente all’anno 1956 del fotografo francese Robert Doisneau, mi suggerisce una riflessione.

Eccola, nella foto, la lavagnetta.

La utilizzavano i nostri nonni, anni or sono, quando andavano a scuola. Mettevano bianco su nero pensieri e numeri. Con il gessetto scrivevano, scarabocchiavano, prendevano appunti durante le lezioni e risolvevano i conti.
Certamente disegnavano, per far passare il tempo, proprio come noi, generazione di oggi. Magari giocavano anche a battaglia navale con il vicino di banco. Il contenuto scritto sulla lavagnetta non rimaneva: finita la lezione i dati raccolti venivano inevitabilmente cancellati. Bisognava ripulirla per poterci scrivere di nuovo. Uno spazio limitato, in cui i più abili riuscivano a dare organicità a parole, formule, concetti, strutturandoli e imprimendoli poi nella propria della mente.

La generazione di oggi invece va’ a scuola con il tablet.
Continua a leggere

Il clima delle elezioni studentesche

Ogni anno, puntuali come un orologio svizzero, tornano le elezioni studentesche.

Un momento in cui gli studenti si riuniscono come se fossero un partito. Sviluppano nuove idee per migliorare l’istituto, elaborano nuove proposte da presentare al Dirigente Scolastico della rispettiva scuola.

L’insieme di questi studenti volenterosi di impegnarsi per la scuola che frequentano, formano la cosiddetta ‘Lista d’Istituto‘.
Ci si dota di un programma, un logo, un motto.  E via, si inizia con la famigerata e sanguinosa campagna elettorale.

Immagini persuasive e video allettanti invadono il web e ogni social network. Ma la campagna elettorale non è solo virtuale: i muri delle scuole vengono riempiti dalle locandine. I candidati si cimentano in public relations e, i più lanciati, coniano qualche aforisma.

Una vera e propria sfida, prima con se stessi e poi con le liste avversarie.

Questo clima l’ho vissuto per ben due volte. Ricordo i mal di pancia, le tensioni, la paura di fallire, il soffocante pensiero di non farcela. Questi sentimenti di angoscia, venivano compensati dall’entusiasmo di volersi mettere in gioco, dello spirito di gruppo creato con la lista, dalle rassicurazioni di amici e compagni di scuola, dal pensiero costante di poter fare qualcosa di bello e innovativo  per la propria scuola.

Svanito questo momento in cui i l’euforia domina l’animo di ogni componente della lista (in particolare quello dei candidati), è opportuno iniziare ad essere razionali.

Ci si trova davanti ad una platea di studenti. Loro che saranno i tuoi possibili elettori e che dovrai riuscire a convincere con il tuo programma e le tue idee. Tra il pubblico che assiste possiamo trovare di tutto. Dallo svogliato con la musica nelle orecchie, l’interessato che segue attentamente il dibattito, lo studente amico della lista avversaria che apposta ti pone la domanda più improbabile e assurda provando così a metterti in difficoltà.

Continua la propaganda, incessabile e asfissiante, fino al giorno delle votazioni.

Il voto è il mezzo attraverso il quale esercitiamo il diritto di esprimere le nostre preferenze e quindi per eleggere i nostri rappresentanti, sia in ambito studentesco che politico.

In questo giorno la morsa allo stomaco si stringe come non ha mai fatto prima. Si vota, si procede con lo spoglio.

FINITA!

Chi perde prova insoddisfazione, delusione.
Chi ha vinto esulta, ringrazia gli elettori, si sente la persone più realizzata sulla terra in quell’istante. Nella propria mente immagina tutte le  possibili glorie. Ma non finisce qui.

Anzi è proprio qui che iniziano i veri mal di pancia. Qui inizia una nuova sfida, la più dura da affrontare, che dura ben 8 mesi.  Bisogna impegnarsi a portare a termine le promesse fatte, per rappresentare concretamente la volontà degli studenti. Bisogna vivere con la constante tensione di esser messi in discussione, da chiunque.

Inizia anche il bello, però. Ci si apre al mondo della scuola, collaborando con gli uffici dell’istituto, confrontandosi con il dirigente scolastico, instaurando un dialogo e instaurando un rapporto con gli studenti.

Cari elettori,
non considerate le elezioni studentesche come una banalità. Le elezioni studentesche sono una proiezione delle elezioni politiche. Non sprecate il vostro voto, ragionateci. Valutate la proposta e il candidato secondo voi più adatto a gestire una scuola. Altrimenti poi si finisce per criticare, come gli italiani stanno facendo con i partiti.

Cari candidati,
non prendete le elezioni studentesche come un modo per mettere in luce voi stessi. Sfruttatelo, anzi, per adoperare le vostre capacità e qualità, mettendole e disposizione della collettività. Non fate promesse irrealizzabili o utopiche, è una presa in giro per i vostri elettori. Altrimenti poi si finisce per essere criticati, come sta accadendo ai politici italiani.